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Shamal
ovvero: provo a capire la vita
25 gennaio 2009
dietro le apparenze
"Il fascino del comfort ha certamente giocato un ruolo importante nell'adesione al consumismo, ma non può spiegarlo da solo. Altrimenti la gente potrebbe limitarsi a comprare amache. Inoltre la "vita facile" ha un prezzo paradossale: quello di una dura vita lavorativa. In effetti, sono le nuove condizioni di vita che spiegano l'attrazione per le nuove "comodità" industriali. Non è soltanto a causa della facilità con cui si mette un piatto nel microonde che questa maniera di (non) cucinare si è diffusa, ma è soprattutto perché, con tutto il tempo che passiamo al lavoro e sui vari mezzi di trasporto, non ce ne resta più per i fornelli. Si scopre qui un nuovo volto della pubblicità. Essa infatti trasforma in aumento di "comfort" ciò che in realtà è una perdita oggettiva, contribuendo a rendere accettabile una vita sempre più miserabile.Ecco il motivo per cui la pubblicità prolifera nei luoghi stessi della miseria."

tratto da: Gruppo Marcuse, Miseria umana della pubblicità. Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo. Elèuthera, 2006

L'ho finito di leggere, libro davvero utile; devo dire che andrebbe proposto come lettura nelle scuole medie. In un altro pianeta, però, temo...

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permalink | inviato da Shamal il 25/1/2009 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
3 dicembre 2007
Più monitor, più liberi?
Almeno uno in casa ce l'abbiamo più o meno tutti, più spesso 2, ovvero computer e televisione.
Gli appassionati ne hanno 3 o 4, se in qualche stanza della propria casa arrivano a sentirsi soli se non ce n'è uno, possibilmente acceso.
Parlo dei monitor, o schermi televisivi.
Io personalmente ho quello del PC e un vecchio televisore (15 anni di servizio..), che tra l'altro si vede molto bene e assai meglio di molti LCD che vedo nelle vetrine dei negozi.

Se usciamo di casa, molti altri monitor ci vengono amichevolmente incontro, ci invitano a guardarli - appunto - dalle vetrine, nei bar, nei ristoranti, a Roma già da parecchio nella stazione Termini e in altre stazioni ferroviarie, nei centri commerciali, in alcuni autobus di ultima generazione, nei vagoni della metro A.
E' difficile che non ce ne sia uno che non richiami disperatamente la vostra attenzione mentre tentate di leggere, ascoltare della musica in cuffia, o semplicemente parlare con qualcuno o solo guardare quello che vi sta intorno, i vostri compagni di viaggio. La vita.

Gli ultimi sono quelli della linea metro B, quasi perennemente accesi sui marciapiedi delle stazioni metro, dove è difficile fuggire se state aspettando il convoglio che vi porta al lavoro. Volume audio: bello alto. Contenuti? Pseudo informazione, ultimora, radio su immagini fisse (c'era già da prima, senza immagini), 40%.
Pubblicità, 60%.
Denominazione: servizio pubblico.

Contrariamente ai monitor della stazione Termini, allineati alle teste dei binari (se attendi un treno davanti al pannello degli orari, te ne puoi godere 4 o 5 in simultanea che mandano la stessa cosa, ovvero 80% pubblicità), quelli della metro B portano anche il nome di chi offre il "servizio", è un'agenzia di pubblicità, si chiama Telesia, www.telesia.it
e se andate sul sito, vi rendete conto come non siate utenti della metropolitana, se la prendete, ma polli in batteria da infarcire di pubblicità e oggetto di studi e valutazioni sulla vostra capacità di ingoiare.
Riporto un brano tratto dalla brochure, scaricabile, "La TV della metropolitana":
"Una formula televisiva vincente che unisce alle informazioni di pubblica utilità rubriche dai
contenuti più diversi per intrattenere il target della metropolitana nei brevi ma frequenti momenti di attesa."
In un'altra brochure i cittadini/utenti/target vengono analizzati per fasce d'età, istruzione, tempo di permanenza e frequenza di utilizzo della metro, in modo che gli investitori sappiano bene cosa hanno davanti.

E' tutto così, direte. Lo so. Ma comincio a non poterne più di affittare i miei occhi e le mie orecchie, noleggiando gratuitamente la mia attenzione, anche contro la mia volontà, a questa gente. E alle aziende semi-pubbliche che glielo permettono.
In fondo ai messaggi pubblicitari dai monitor della metro B c'è un indirizzo mail, scrivi@telesia.it , per inviare suggerimenti. Credo lo userò a breve. Se vorrete utilizzarlo insieme, scrivetemi. Bye

(Ringrazio off_roma per l'immagine...)


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permalink | inviato da Shamal il 3/12/2007 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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